Gioco esperienziale: come il fare costruisce la comprensione

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“Dimmi e dimentico, insegnami e posso ricordare, coinvolgimi e imparo.” — Benjamin Franklin

Al centro dell’infanzia c’è il movimento. Arrampicarsi, toccarsi, stare in equilibrio e costruire non sono solo divertimento, ma sono il modo in cui i giovani cervelli si preparano all’apprendimento. La pedagogia esperienziale abbraccia questa verità: che le lezioni più durature non vengono dall’essere raccontate, ma dal fare.

Che cos’è la pedagogia esperienziale?

La pedagogia esperienziale è la pratica dell’apprendimento attraverso l’esperienza diretta, attraverso il fare, il provare, la costruzione e la riflessione. Questo approccio si basa sul lavoro di teorici dell’educazione come John Dewey, che credeva che l’apprendimento dovesse essere attivo, sociale e profondamente connesso alle esperienze del mondo reale. “Se insegniamo agli studenti di oggi come abbiamo insegnato a quelli di ieri, li derubiamo del domani”, disse Dewey.

Invece di memorizzare i fatti, i bambini costruiscono un significato impegnandosi con il mondo. Che si tratti di movimento fisico, sperimentazione creativa o risoluzione collaborativa dei problemi, la pedagogia esperienziale riconosce che l’apprendimento più potente avviene quando i bambini sono completamente immersi.

Le neuroscienze dietro l’apprendimento attraverso la pratica

La moderna ricerca sul cervello supporta ciò che gli educatori sanno da tempo: il movimento e l’esplorazione pratica sono essenziali per l’apprendimento, soprattutto nella prima infanzia. Uno studio dell’Università di Chicago ha scoperto che l’attuazione fisica di concetti scientifici, come l’imitazione del movimento planetario con i gesti delle braccia, attiva le regioni del cervello associate alla memoria e alla comprensione.
🔗 Notizie dall’Università di Chicago – Muoversi per imparare

Il dott. Sian Beilock, che ha condotto lo studio, spiega: “Il corpo non è solo un veicolo per portare in giro il cervello, è parte integrante del modo in cui pensiamo, ragioniamo e ricordiamo”.

La dottoressa Amanda Moreno dell’Erikson Institute aggiunge: “I bambini piccoli non sono progettati per stare fermi e memorizzare. Sono progettati per esplorare con tutto il loro corpo, per toccare, costruire e muoversi come un modo per costruire la conoscenza”.

Pedagogia esperienziale in azione al museo

Al Museo dei Bambini, le mostre sono progettate per dare vita all’apprendimento esperienziale. I bambini sono incoraggiati a studiare i principi fisici impegnandosi direttamente con materiali reali e sfide pratiche.

Levitare! — Imparare a conoscere l’aria

In questa mostra, i bambini fanno galleggiare sciarpe e oggetti in gallerie del vento verticali. Cambiando forme, pesi e angoli, sperimentano cosa rimane in alto e perché. Questo gioco sensoriale li introduce alle basi della resistenza all’aria e della portanza senza bisogno di un vocabolario formale.

Orbit Drop — Alla scoperta della gravità e della velocità

Orbit Drop trasforma concetti di fisica astratta in qualcosa di tangibile. I bambini rilasciano le palle su binari a spirale e osservano come la pendenza, la curvatura e la gravità influenzano il movimento. Iniziano a cogliere lo slancio, l’accelerazione e gli effetti dell’altezza, tutto attraverso la sperimentazione.

Rampe a sfera — Ingegneria attraverso il gioco

Ball Ramps invita i bambini a costruire le proprie piste utilizzando blocchi e tubi. Man mano che modificano pendenze e superfici, imparano come l’attrito e l’angolo cambiano velocità. Il processo di prova ed errore costruisce il pensiero ingegneristico precoce e la resilienza.

Laboratorio di volo — La fisica del volo

Flight Lab offre cannoni ad aria compressa e alianti di carta, consentendo ai bambini di lanciare, modificare e rilanciare le loro creazioni. Sperimentano con la forza, la resistenza e il design, imparando come anche piccoli cambiamenti influenzino il modo in cui qualcosa vola.

Cosa vedono gli educatori negli spazi esperienziali

“L’apprendimento esperienziale è particolarmente potente in fisica perché gran parte di esso è astratto”, afferma la professoressa Elena Rossi, esperta di educazione scientifica dell’infanzia presso l’Università di Bologna. “Quando un bambino costruisce una rampa e vede una biglia andare più veloce o più lenta a seconda della pendenza, sta sviluppando una vera intuizione riguardo al movimento e all’energia”.

La ricerca lo conferma. Uno studio del 2020 pubblicato su Early Childhood Research Quarterly ha rilevato che i bambini che si sono impegnati nella scienza pratica hanno ottenuto punteggi significativamente più alti nello sviluppo del linguaggio e nella funzione esecutiva rispetto a quelli che hanno appreso passivamente.
🔗 Apprendimento scientifico attraverso il gioco – Study Abstract

Altre ricerche evidenziano come l’apprendimento basato sul movimento avvantaggia i bambini con differenze di attenzione. Una meta-analisi su Educational Psychology Review ha mostrato che l’apprendimento incarnato migliora il rendimento scolastico, specialmente nei bambini con ADHD o problemi sensoriali.
🔗 Apprendimento incarnato nell’infanzia – SpringerLink

Cosa provano le famiglie

Per molti genitori, l’apprendimento che avviene in queste mostre è sia sorprendente che piacevole. “Mi è piaciuto il modo in cui mio figlio continuava a regolare la rampa per vedere se la palla sarebbe andata più lontano”, ha condiviso un genitore. “Faceva previsioni e le stava testando, proprio come un vero scienziato”.

Il personale del museo spesso vede i bambini collaborare in modo naturale: un bambino si lancia mentre un altro aggiusta un binario. Queste interazioni sociali aggiungono un altro livello di apprendimento: comunicazione, cooperazione e leadership attraverso il gioco.

Perché la pedagogia esperienziale è importante

Questo approccio favorisce più della conoscenza della materia. Costruisce fiducia, curiosità e capacità di persistere attraverso tentativi ed errori. Dà ai bambini un senso di agenzia nel loro apprendimento.

Come diceva Jean Piaget, “Quando insegni qualcosa a un bambino, gli togli per sempre la possibilità di scoprirla da solo”. La pedagogia esperienziale restituisce questa possibilità, più e più volte.

E non si limita ai musei. A casa, le famiglie possono incoraggiare l’esplorazione pratica con rampe di cartone, esperimenti scientifici in cucina o materiali da costruzione aperti. La chiave è invitare i bambini a testare, riflettere e chiedersi: “Cosa succede se…?”

Vuoi saperne di più?

🔗 Teoria dell’Apprendimento Esperienziale (Kolb) – Semplicemente Psicologia
🔗 Harvard Project Zero – Rendere visibile l’apprendimento
🔗 L’importanza del movimento nell’apprendimento precoce – Edutopia

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