Coltiva l’immaginazione, l’espressione e la meraviglia con l’approccio reggiano

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“I 100 linguaggi dei bambini.” — Loris Malaguzzi

Nella filosofia reggiana i bambini sono visti come forti, curiosi e pieni di potenzialità. Non sono vasi vuoti in attesa di essere riempiti, ma individui capaci che esprimono il loro pensiero in innumerevoli modi. Questo approccio all’educazione, nato nell’Italia del dopoguerra, mette al centro il bambino come co-costruttore di conoscenza, qualcuno che apprende attraverso l’esplorazione, la comunicazione e la creatività.

Qual è l’approccio reggiano?

Sviluppato nella città di Reggio Emilia negli anni ’40 sotto la guida dell’educatore Loris Malaguzzi, questo approccio enfatizza la creatività, la collaborazione e l’ambiente come parte fondamentale dell’apprendimento. Al centro della filosofia c’è la convinzione che i bambini comunichino e comprendano il mondo attraverso “cento linguaggi”: movimento, disegno, costruzione, conversazione, gioco drammatico e altro ancora.

Piuttosto che imporre risultati fissi, gli ambienti ispirati a Reggio offrono materiali ed esperienze aperte. I bambini sono incoraggiati a seguire i loro interessi, fare domande e sviluppare le loro idee nel tempo. Gli insegnanti agiscono come collaboratori e osservatori, documentando il processo di apprendimento e fornendo provocazioni per approfondire il pensiero.

La ricerca alla base dell’apprendimento basato sull’espressione

Le neuroscienze educative supportano molti dei principi di Reggio Emilia. Gli studi dimostrano che le attività creative, come la narrazione, i giochi di ruolo e l’arte visiva, aiutano a integrare lo sviluppo cognitivo, emotivo e motorio nella prima infanzia. La dottoressa Sue Robson, esperta di cognizione per la prima infanzia, scrive: “Il gioco dei bambini piccoli con i materiali è una forma di pensiero. Permette loro di esplorare idee e sentimenti complessi in modi che le parole da sole non possono”.
🔗 Gioco e creatività nella prima infanzia – Taylor & Francis

In una revisione di diversi studi, i ricercatori dell’Università di Cambridge hanno scoperto che l’apprendimento basato sulle arti favorisce il pensiero critico, l’autoregolazione e l’empatia, soprattutto quando ai bambini viene dato il controllo sulla direzione del loro lavoro creativo.
🔗 Approcci educativi creativi – Cambridge Primary Review Trust

Mostre ispirate a Reggio al Museo dei Bambini

L’allestimento museale integra molti elementi della visione di Reggio Emilia offrendo materiali e spazi che invitano i bambini a esprimersi, inventare e immaginare a modo loro.

Light Painting — Disegnare con la luce

In una stanza buia, i bambini usano torce elettriche e luci mobili per “dipingere” a mezz’aria. La mostra cattura immagini a lunga esposizione che mostrano scie di colore e movimento. I bambini non stanno solo facendo immagini, stanno scoprendo come la luce interagisce con il tempo, lo spazio e il movimento.

Flip & Shine – Esplorare la riflessione e la prospettiva

Questa installazione a specchio permette ai bambini di esplorare la simmetria, l’inversione e gli effetti caleidoscopici. È un parco giochi visivo che incoraggia il pensiero astratto attraverso il movimento fisico e l’osservazione. I bambini iniziano a capire la riflessione e la geometria molto prima di imparare questi termini a scuola.

Pixel Play – Costruire con il colore

In Pixel Play, i bambini costruiscono mosaici su larga scala utilizzando blocchi o dischi colorati. Questa attività ricca di sensi fonde design, ragionamento spaziale ed espressione artistica. Mentre arrangiano e riorganizzano, i bambini esplorano gradienti, schemi e ritmi, sviluppando una comprensione intuitiva della composizione visiva.

Teoria del filo – L’arte della connessione

Usando strisce di tessuto, filati e telai per tessitura, i bambini creano reti e motivi intricati. Alcuni fanno ragnatele o ponti; Altri raccontano storie attraverso strati di colore e linee. Queste opere d’arte in evoluzione spesso stimolano l’interazione sociale, mentre i bambini collaborano e riflettono su ciò che stanno realizzando.

Mini Mart e Garden Ville — Giochi di ruolo e narrazioni sociali

Nel Mini Mart, i bambini entrano nei ruoli degli adulti: rifornire gli scaffali, fare il resto, cucinare pasti finti. A Garden Ville, piantano, innaffiano, raccolgono e sistemano. Questi spazi supportano la narrazione fantasiosa, lo sviluppo emotivo e il pensiero simbolico. Un bambino che innaffia una pianta di plastica mentre canticchia potrebbe recitare qualcosa di molto più profondo dell’imitazione, forse nutrendo, organizzando o elaborando le emozioni attraverso la metafora.

Cosa osservano gli educatori

“L’approccio reggiano dà valore ai pensieri del bambino, e questo è incredibilmente potente”, dice Silvia Mariani, atelierista (insegnante di studio) in una scuola dell’infanzia di ispirazione reggiana a Milano. “Quando i bambini esprimono un’idea attraverso la scultura o il disegno, non si tratta di decorazione, ma di pensiero reso visibile”.

Gli educatori del Museo dei Bambini osservano spesso i bambini che raccontano i propri processi ad alta voce o tra loro. In una sessione, un bambino che lavorava con tessere colorate ha detto: “Sto facendo cadere il sole nell’oceano”, mentre un altro ha risposto: “Allora farò nuotare i pesci al suo interno!” Queste conversazioni dimostrano come il gioco diventi un linguaggio di significato condiviso.

Cosa ci dice la ricerca

L’espressione creativa non è solo una forma di gioco, è un percorso per la crescita cognitiva. Uno studio del 2018 su Frontiers in Psychology ha scoperto che l’esplorazione basata sulle arti migliora la connettività neurale nei bambini e promuove capacità di pensiero flessibile.
🔗 Arte e sviluppo cerebrale – Frontiere della psicologia

Nel frattempo, uno studio a lungo termine in Italia che ha confrontato le scuole materne ispirate a Reggio con i modelli tradizionali ha scoperto che i bambini delle scuole di Reggio mostravano una maggiore espressione verbale, temi di gioco più complessi e una maggiore intelligenza emotiva all’età di sei anni.
🔗 Approcci prescolari a confronto – Istituto Nazionale per la Ricerca Educativa (Italia)

Cosa provano le famiglie

I genitori spesso sottolineano la ricchezza emotiva di questi reperti. “Mia figlia continuava a tessere il filo rosa e a dire che era la ‘linea dei suoi sentimenti’. Non so da dove provenga, ma è stato bellissimo”, ha condiviso un visitatore.

Queste esperienze aperte permettono ai bambini di portare in superficie il loro mondo interiore. Piuttosto che sentirsi dire cosa preparare, sono invitati a chiedere: “Cosa voglio dire?” Questa libertà costruisce non solo l’immaginazione, ma anche la fiducia e l’empatia.

Perché l’approccio reggiano è importante

In un mondo sempre più focalizzato sui risultati e sulle metriche, la filosofia reggiana ci ricorda di rallentare e ascoltare. Ci insegna che i bambini non hanno bisogno di essere spinti a imparare, hanno bisogno di essere invitati a esprimersi. Quando offriamo loro tempo, spazio e rispetto, ci mostrano ciò che già sanno e ciò che sono pronti a esplorare in seguito.

I “100 linguaggi” dei bambini non sono solo poetici, sono strumenti pratici per lo sviluppo. Che si tratti di luce, filo, colore o storia, ogni modalità di espressione aggiunge profondità al pensiero di un bambino. E quando gli adulti si prendono del tempo per osservare e documentare questo processo, l’apprendimento diventa visibile, potente e profondamente umano.

Vuoi saperne di più?

🔗 Reggio Children Sito Ufficiale
🔗 Project Zero – Pensiero visibile ad Harvard
🔗 I Cento Linguaggi dei Bambini – Reggio Emilia Approach Overview (North American Reggio Alliance)
🔗 Creatività nella prima infanzia – Bibliografia Cambridge su creatività e apprendimento

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